NASCERE INSIEME


 
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Nei primi anni di vita di mio figlio, quando mi sentivo sovrastata da notti insonni, pappe, pannolini, cacche, primi passi, esplorazioni e quant'altro, mi hanno ripetuto più volte questa “perla di saggezza”: “bambini piccoli problemi piccoli, bambini grandi problemi grandi”. 

All'epoca mi chiedevo se chi la pronunciava fosse motivato da:
- un altruistico intento di rassicurarmi sulla situazione presente
- il desiderio di rassicurare se stesso e contenere i suoi problemi e le sue emozioni
- un istinto sottilmente sadico (“Non sai cosa ti aspetta...”)
- un mix di tutti e tre gli elementi di cui sopra.

Un commento ad un articolo che ho pubblicato tempo fa ha stimolato la mia memoria, ha riportato a galla eventi e mi ha permesso di individuare questa perla come uno dei leitmotiv che sembra spesso caratterizzare la comunicazione con mamme che hanno figli più grandi dei nostri. Ha anche stimolato riflessioni, non tanto in merito alle motivazioni recondite sottintese dal messaggio, quanto piuttosto al senso di un confronto tra l'ora e il poi.

Gli eventi si colorano di sfumature emotive intense nel momento in cui li stiamo vivendo. Siamo  tutte mamme in cammino e in ogni tappa di questo viaggio, nel qui e ora del presente di ciascuna di noi, i problemi, le fatiche e le difficoltà, qualunque esse siano, sono vive, intense e “calde”. Non sono “piccole”, ma “grandi” cioè “emotivamente significative per noi”. Come tali vanno riconosciute, non minimizzate in virtù di un futuro che non abbiamo ancora sperimentato e che ci viene consegnato dalle parole altrui.


 


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